Proponiamo un nuovo articolo della dottoressa Maria Calò, nutrizionista e le sue pillole di benessere.Buona lettura!

…Ogni alimento, in base al periodo mestruale nella donna  o, in generale, a seconda delle fasi della vita e dei momenti della giornata, può apportare effetti benefici o meno…

Prendiamo ad esempio un alimento che in questa stagione è molto presente sulle nostre tavole: dal nome botanico cynaria scolimus, il carciofo è stato precluso alle ragazze durante l’epoca medioevale a causa delle sue presunte proprietà afrodisiache. Oggi fortunatamente, crudo, fritto o trifolato, cediamo più facilmente alle tentazioni di questo fiore ricco di vitamine, sali minerali, inulina, cinarina e steroli vegetali, nutrienti che durante il suo percorso digestivo stimolano diversamente i vari organi con cui entrano in contatto, inviando specifici segnali al nostro corpo.

I più golosi saranno felici di scoprire che il massimo effetto epatoprotettore della cinarina viene espletato friggendo il carciofo: la frittura in olio d’oliva già di per sé ci permette di stimolare fegato e cistifellea e di conseguenza risulta molto utile nelle donne con squilibri estrogenici o in menopausa; inoltre se associato a una bistecca ai ferri il carciofo fritto fornisce un forte stimolo tiroideo.

Anche crudo il carciofo può essere benefico per il nostro fegato e allo stesso tempo per un intestino pigro o per gli accumuli di ferritina. Al contrario però, l’eccesso di fibra dei suoi capolini potrebbe risultare pericoloso in presenza di patologie come diverticolite, gastrite, morbo di Chron: in tal caso sarebbe meglio consumarli bolliti o trifolati.

Ultima, ma non per minor importanza, l’abbondanza di steroli vegetali rende il carciofo utilissimo per combattere l’ipercolesterolemia senza però compromettere l’assorbimento delle vitamine liposolubili come può accadere assumendo integratori o preparati chimici. Non bisogna mai dimenticare che l’azione di un alimento è ben diversa da quella che svolge un suo estratto preso singolarmente, poiché il tempo che il primo impiega per essere digerito e assimilato completamente è di gran lunga superiore a quello che impiega un suo singolo componente acquistato e assunto tal quale.

Il carciofo ci ha fornito un esempio ma questo approccio dovrebbe essere utilizzato per tutti gli alimenti. Perciò: cibi miracolosi? Si, ma maneggiare con cura!